LEGGI NOCI » canzoni Sat, 16 Sep 2017 05:52:49 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.3.11 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-ico-quilia-32x32.png » canzoni 32 32 Serata dell’Emigrante 2017: Vito Mansueto e Peter Durante simboli della nocesità nel mondo /2017/08/19/serata-dellemigrante-2017-vito-mansueto-e-peter-durante-simboli-della-nocesita-nel-mondo/ /2017/08/19/serata-dellemigrante-2017-vito-mansueto-e-peter-durante-simboli-della-nocesita-nel-mondo/#comments Sat, 19 Aug 2017 05:41:55 +0000 /?p=16603 NOCI – Quest’anno la Serata dell’Emigrante, un appuntamento molto caro a Noci poiché celebra tutti i nocesi che sono emigrati per realizzarsi professionalmente al di fuori del nostro paese o addirittura oltre le mura italiane, ha compiuto vent’anni, grazie alla costanza di Tonino Colucci che da anni si spende per omaggiare i migranti nocesi.

Per l’occasione, lo scorso 17 agosto Piazza Garibaldi ha accolto un numeroso pubblico accorso per sostenere i due giovani nocesi scelti per essere premiati come emigranti, oltre ad essere spinto dalla curiosità di assidere al concerto del grande ospite d’eccezione della serata.

Ad aprire la serata è stato il nocese Scipione Laera con la lettura di una poesia dedicata ai migranti. In seguito, a salire sul palco per ricevere la targa di riconoscimento sono stati due giovani talenti nocesi che autonomamente sono riusciti a farsi strada nel mondo del lavoro inseguendo le proprie passioni, accolti dalla splendida presentatrice della serata Maria Teresa Notarnicola.

Il primo emigrante premiato è Vito Mansueto, classe 1984, da sempre appassionato di teatro, fotografia e videomaking, che ha realizzato un’eccellente carriera nel mondo della moda dapprima lavorando presso due aziende del settore tessile nocese per circa quattro anni, e successivamente “spiccando il volo” grazie a Bottega veneta, un noto brand italiano che gli ha permesso di lavorare in numerose città tra cui Firenze, Venezia, Roma, Londra, Cannes e Cina. Inoltre, ha avviato una collaborazione con le più importanti scuole ed università italiane ed attualmente risiede a Milano lavorando presso la Maison Valentino con il ruolo di Head of Training, ovvero responsabile dell’accademia di formazione, grazie alla quale viaggia in tutto il mondo.

«Tutte le esperienze passate sono importanti ed hanno segnato il mio percorso professionale». Ha affermato Vito Mansueto, associando in seguito una parola ad ogni esperienza vissuta nelle varie realtà al fine di riassumere il suo percorso lavorativo e di crescita personale. Inoltre, ha aggiunto: «Purtroppo l’Italia è un paese dove l’età anagrafica e titoli di studi importanti molte volte valgono di più delle competenze. La mia difficoltà più grande è stata dover lavorare il doppio per dimostrare quello che sapevo fare, ma per fortuna ce l’ho fatta. Essenziali nella vita e nelle scelte sono la consapevolezza e la determinazione».

Il secondo emigrante scelto per questa edizione 2017 è Peter Durante, classe 1973, laureato con il massimo dei voti in giurisprudenza presso l’Università degli studi di Bari, ha subito lavorato presso La Rinascente Grandi Magazzini nota azienda milanese ricoprendo ruoli sempre più elevati. Inoltre, ha lavorato anche presso l’azienda Pirelli, la Fiat Auto di Torino e attualmente lavora presso la Prysmian, azienda leader mondiale nel settore dell’energia e delle telecomunicazioni, risiedendo a Berlino con la sua famiglia. Inoltre, ha anche scritto un libro il cui ricavato è stato destinato in beneficienza.

A premiare i due giovani nocesi con una targa di riconoscimento per la loro determinazione ed il loro forte legame con il paese natio al quale continuano a dare lustro, sono stati il sindaco Domenico Nisi e il presidente del Consiglio Comunale Stanislao Morea.

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A seguire, dopo una breve esibizione del cantautore abruzzese Maurizio Ballotta, è stata la volta del grande ospite tanto atteso, specie dal pubblico più adulto che ha trascorso le più belle estati della propria gioventù sulle note di questo grande artista con 60 anni di carriera. Si tratta proprio di Edoardo Vianello, che accompagnato dalla sua splendida band, ha rallegrato con simpatia ed ironia l’intera piazza, danzando sulle note delle sue più famose canzoni, come I Watussi, Tremarella, Hully Gully, Il peperone, Abbronzatissima, Sul cucuzzolo. Inoltre, ha reso omaggio ad altri grandi artisti italiani, tra cui Mina, Rita Pavone, Gianni Meccia e Franco Califano, eseguendo alcune canzoni racchiuse nel suo album Replay – L’altra mia estate, come Tintarella di luna, Il pullover, Stessa spiaggia stesso mare, La partita del pallone.

Non ci resta che attendere il prossimo anno per scoprire i due nuovi nomi dei nocesi emigranti e la special guest che incanterà ancora una volta l’intera piazza.

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“Folklore dalla Bielorussia”: solidarietà e spettacolo al Pala De Luca Resta /2017/05/14/folklore-dalla-bielorussia-solidarieta-e-spettacolo-al-pala-de-luca-resta/ /2017/05/14/folklore-dalla-bielorussia-solidarieta-e-spettacolo-al-pala-de-luca-resta/#comments Sun, 14 May 2017 05:47:02 +0000 /?p=14790 NOCI – Lo scorso 12 maggio, ha fatto tappa a Noci il tour del Gruppo folkloristico bielorusso Menada Group di Minsk, che dal 7 al 17 maggio sarà in giro per il sud Italia al fine di presentare un divertente e colorato spettacolo dal titolo Folklore dalla Bielorussia, con il quale si coglie l’occasione per festeggiare i vent’anni di attività dell’associazione di Modugno Gruppo Accoglienza Bambini Bielorussia – Onlus, compiuti il 5 maggio scorso.

Sin dal 1997 l’associazione si impegna costantemente nell’aiutare i bambini bielorussi che vivono a Cernobyl o nelle sue vicinanze, zone contaminate dove sono ancora esposti a rischio radioattività e soprattutto sono vittime di un sistema dittatoriale che comporta molti problemi. Ad oggi è divenuta un punto di riferimento non solo per i bambini ma anche per molte famiglie italiane, riuscendo a far giungere in Italia circa 15000 bambini l’anno.

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«In questi 20 anni sono stati raggiunti straordinari risultati con migliaia di bambini che hanno partecipato ai nostri progetti» ha raccontato a LeggiNoci.it il presidente dell’associazione Francesco Bia. Si tratta di bambini di età compresa tra i 7 e i 18 anni, la cui maggioranza vive in orfanotrofi ed altri in villaggi lontani dalle città in cui c’è bisogno di grande aiuto. Infatti, il presidente prosegue dicendo: «il nostro obiettivo è di regalare a questi bambini un attimo di felicità facendoli risanare in Italia presso alcune famiglie che ogni anno li accolgono amorevolmente. Qui a Noci abbiamo avuto diverse famiglie che hanno anche raggiunto l’adozione».

Con lo spettacolo presentato la scorsa sera presso il Palazzetto dello Sport De Luca Resta, in collaborazione con la Proloco di Noci e con il Comune di Noci, si è voluto far conoscere un’altra realtà, ossia quella le folklore, tipico della Bielorussia. Infatti, i piccoli e talentuosi prodigi del Menada Group di Minsk di dieci e undici anni, hanno dato vita ad esibizioni mozzafiato, mettendo in scena balli popolari ricchi di cultura bielorussa, canti tipici della loro tradizione, giochi di magia, esibizioni di ginnastica artistica e balli conosciuti anche da noi, come il Tango e il Cha cha cha. Inoltre, i piccoli cantanti hanno voluto omaggiare l’Italia con i nostri canti più famosi, come Gelato al cioccolato, Mamma Maria, Volare e Felicità.

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Gli artisti e le singole esibizioni sono state presentate dalla presidente della Fondazione di Beneficenza “Pace per i bambini di Minsk”, Tamara Schukina, che da anni ormai è in contatto con l’associazione organizzatrice per facilitare i progetti di accoglienza. Inoltre, nel corso dello spettacolo si sono esibiti anche alcuni ragazzi della scuola di danza “Sensazioni e movimento” di Mola di Bari, già famosi anche a livello internazionale, e sono stati ringraziati tutti i membri dell’amministrazione comunale presenti, insieme a Piero Liuzzi che, entusiasta del progetto e della manifestazione, ha invitato i presenti a sostenere l’associazione ed ha proposto di replicare lo spettacolo anche in estate, in modo da far giungere la bellezza di questi bambini ed il loro messaggio a più gente possibile.

Al termine dello spettacolo, i bambini hanno regalato al pubblico un’emozione unica, esibendosi in Heal the world di Michael Jackson, molto importante per il suo significato letterale “Salviamo il mondo”, seguita da una canzone che ha reso interamente omaggio all’Italia, la terra che per loro non è solo un sogno ma una speranza per una vita migliore.

Tutto il ricavato raccolto durante la serata sarà destinato agli orfanotrofi della Bielorussia che accolgono i bambini che sfortunatamente non possono essere accolti qui in Italia, cercando di migliorare la loro vita nel paese natio.

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Fausto Leali a Noci: Serata dell’Emigrante 2016 /2016/08/20/fausto-leali-a-noci-serata-dellemigrante-2016/ /2016/08/20/fausto-leali-a-noci-serata-dellemigrante-2016/#comments Sat, 20 Aug 2016 15:39:18 +0000 /?p=9839 /2016/08/20/fausto-leali-a-noci-serata-dellemigrante-2016/feed/ 0 Motta e l’amore per Noci: “molte delle mie canzoni le ho scritte qui” /2016/08/14/motta-e-lamore-per-noci-molte-delle-mie-canzoni-le-ho-scritte-qui/ /2016/08/14/motta-e-lamore-per-noci-molte-delle-mie-canzoni-le-ho-scritte-qui/#comments Sun, 14 Aug 2016 05:56:36 +0000 /?p=9717 NOCI – Lo scorso venerdì 12 agosto Piazza Giovanni Paolo II si è gremita di gente per assistere al secondo appuntamento dell’ottava edizione del “BucobumFestival ‘16”, con un ospite d’eccezione che in questo 2016 ha rimesso tutto in gioco intraprendendo la carriera da solista, lasciando il gruppo musicale Criminal Jokers con il quale ha debuttato a soli vent’anni incidendo due dischi.

Si tratta proprio di Francesco Motta, uno dei più noti artisti italiani del momento, cantautore e polistrumentista livornese che dopo essere già stato ospite del BucoBum Festival nel 2011, ha ricalcato quest’anno il palco di Noci presentando, ai numerosi nocesi e forestieri accorsi per ascoltarlo, il suo primo album da solista “La fine dei vent’anni”, uscito il 18 marzo scorso e con il quale Motta segna l’inizio di una nuova prospettiva artistica e personale.

Il disco si compone di dieci brani, dei quali l’artista ha composto testi, musiche ed arrangiamenti: “Abbiamo vinto un’altra guerra”, “Del tempo che passa la felicità”, “La fine dei vent’anni”, canzone alla quale l’autore è molto affezionato, “Mio padre era un comunista”, “Prenditi quello che vuoi”, con cui l’artista ha debuttato la scorsa sera, “Prima o poi ci passerà”, “Roma Stasera”, “Se continuiamo a correre”, “Sei bella davvero” e “Una maternità”, attraverso i quali Motta invia chiari, autentici e potenti messaggi al pubblico, travolgendolo con la sua energia e spontaneità.

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Ai taccuini di LeggiNoci.it Francesco Motta racconta la sua passione per la musica e il suo forte legame con Noci.

Com’è nata la tua passione per la musica?

«E’ nata perché ho sempre avuto un pianoforte in casa e soprattutto perché i miei genitori la domenica mattina mettevano sempre il requiem di Mozart, poiché hanno sempre pensato che la musica è una cosa molto importante per la vita».

Cosa pensi di trasmettere al pubblico quando canti?

«Quando canto mi emoziono pensando alle parole, poiché è un processo autoreferenziale che laddove riesce arriva alle persone, però deve esserci una verità di base con la quale spero di riuscire a trasmettere le mie emozioni a chi mi ascolta».

Hai un preciso genere musicale o riesci a spaziare?

«Mi piacciono le cose che non mi riescono. Per esempio in questo disco la sfida è stata fare canzoni pop perché è una cosa che mi piace e mi appaga tantissimo, però in genere mi piace la musica quindi mi piace provare a fare tante cose».

Qual è il tuo rapporto speciale con Noci?

«Innanzitutto la mia ragazza è di Noci e molte delle mie canzoni le ho scritte qui, quindi questo posto mi è stato d’ispirazione».

Appuntamento al prossimo giovedì 18 agosto presso Largo Porta Nuova con Mai Stato Altrove, l’ultimo artista di questa edizione del festival delle canzoni del nostro tempo.

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I “messaggi” delle canzoni di Sanremo? Che fatica /2016/02/16/i-messaggi-delle-canzoni-di-sanremo-che-fatica/ /2016/02/16/i-messaggi-delle-canzoni-di-sanremo-che-fatica/#comments Tue, 16 Feb 2016 09:19:40 +0000 /?p=6313 NOCI – Lo confesso! Senza imbarazzo! Io vado pazza per il festival di Sanremo! Da quando ero bambina e lo seguivo con la mia mamma per radio! Toglietemi la festa degli innamorati, quella della donna, della mamma, l’anniversario del matrimonio, ma non mettete le mani sul festival! Sarà pure nazionalpopolare, ma chissà perché gli intellettuali di destra di sinistra e di centro lo vedono e lo nascondono! Però, se vengono invitati dalle TV a dire la loro, corrono, eccome che corrono! E sproloquiano pure! E in questa occasione ti accorgi che in Italia la patente di intellettuale la danno a tutti, basta che tu appaia in televisione come esperto! Pure Alba Parietti è intellettuale esperta di tutto! E allora faccio l’esperta anch’io! Il festival di Sanremo traccia la storia del costume del nostro paese dal dopoguerra in poi. Non possiamo permetterci di ignorarlo! I testi delle canzoni che lo hanno attraversato, messi assieme, hanno lo stesso valore di un’opera storico-letteraria. Ed ha anche valore sociale! Ancora oggi il festival riunisce tutta la famiglia a casa per una settimana intera! Ha una sua laica sacralità! Che si rinnova ogni anno nel mese di febbraio. Sdraiati sul divano si sgranocchia di tutto: pop corn, taralli pizzette e giudizi. Una volta si era meno pretenziosi nei giudizi!

Forse perché la vita era più semplice! Ascoltavamo le canzoni devotamente, commentavamo gli abbigliamenti, quelli un po’ eccentrici, parteggiavamo per l’uno o per l’altro e il giorno dopo canticchiavamo i motivetti, con quelle parole scontate, un po’ banalucce, con il cuore che rimava con amore, con la melodia orecchiabile, il ritornello che ti si inchiodava in testa e nel cuore! E, per cantarli i motivetti, anche in bagno, non era necessario avere l’ugola supersonica perché, allora, le canzoni per lo più si sussurravano e solo in finale c’era l’acuto spacca timpano! E oggi? Diverso! Prova a cantarli in bagno o in cucina i motivi di Emma! Ti ritroverai in casa i forconi di condomini e dintorni! E poi oggi, per valutare una canzone, ti devi concentrare sui “messaggi”. In ogni canzone devi ricercare il messaggio sociale! Più messaggi trovi e più è degna di premi speciali! La canzonetta, quella sempliciotta, quella che gioiosamente ricantavi come riscatto di giornate faticose, quella, appunto, disimpegnata, non va più di moda! Anzi! Gli autori si arruffano i pensieri alla ricerca del messaggio! Ci perdono il sonno!

Anche io, a non voler essere da meno di Alba Parietti, mi sono attrezzata a cercarli questi benedetti “messaggi”. Una fatica! Per esempio nella borsa di Noemi, cantante peraltro bravissima, lei mentre cerca le chiavi che è un classico di noi donne, riconosce le “sue” mani, ma di chi? Di lei o di lui? Perché se sono di lui sarebbe una cosa paranormale e a me farebbe impressione, se sono di lei, la poverina è davvero messa male a confondere le proprie mani con quelle di un’altra persona! E poi, nervosa per non trovarle, dice che nella sua borsa non c’è spazio per un altro amore!!Boh?!?!Che vuol dire? E’ come quando al liceo mi imbattevo in una versione di Tucidide di cui non trovavo la proposizione principale e solo un intreccio di subordinate e coordinate alla rinfusa ed io annaspavo alla cieca senza aver capito il senso! E poi c’è un altro cantante che urla disperato: ”non amarmi di meno non odiarmi di meno dovrei amarti di meno dovrei odiarti di meno!” Deciditi figlio mio! questo è un messaggio negativo! Già la vita per alcuni versi è improbabile, poi ti ci metti tu a complicarla! In amore è semplice: o ami o non ami e l’odio c’entra come il broccolo tartufato a colazione!! E quell’altro che sbraita: “ti cucirò un vestito addosso prima di scappare via” e lei gli risponde: “ti lascio qui la pelle mia “e lui “credi che non sia abbastanza per non scappare via”? Ma siamo pazzi? Abbiamo fatto il 68 per liberarci dalla soggezione al maschio e, in pieno secolo ventunesimo, pur di scappare via da un amore non proprio felice, ci scuoiamo lasciando in pegno la nostra pelle!! Ma è proprio necessario? Non possiamo andare via con un arrivederci e grazie?

Ed un’altra poveraccia che non ha fatto il femminismo si sgola: ”l’amore non è una colpa non è un mistero” e fin qui ci siamo! Se fosse una colpa, sai quanti pochi innocenti girerebbero per strada! Ma poi la poveraccia in stato confusionale continua:” l’amore succederà o forse è già successo ma tu non l’hai visto ed io qui stasera resto a cucinare” No! Questo è troppo! Ma che messaggio dai? Per riprenderti dalla delusione che ti ha inferto un tamarro che ti ha usata senza accorgersi del tuo amore, tu che fai? Gli prepari la cenetta? Non mi sono confrontata con Alba la tuttosa, chissà che dice di questi messaggi! Ripenso con nostalgia ai tempi di “vola colomba bianca vola, diglielo tu che tornerò, dille che non sarà più sola e che mai più la lascerò”! Messaggio positivo, comprensibile a tutti, senza complicazioni pseudo filosofiche pedagogiche psicologiche!! Poiché non c’era internet ed il telefono era uno strumento per pochi, il poveraccio si affida alla colombella per dire alla sua amata che non le farà più le corna. Più romantico di così!! Ebbene, i tempi cambiano, i costumi cambiano, l’approccio con la vita cambia. Ma è proprio così? I testi delle canzoni potranno darci una risposta, più di complicati trattati sociologici! Da parte mia nutro la speranza di poter seguire, negli anni che verranno, il festival in piena lucidità … finché morte non ci separi!!

MIMMA MAGURNO

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