LEGGI NOCI » Simona Intini Thu, 03 Aug 2017 05:53:50 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.3.11 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-ico-quilia-32x32.png » Simona Intini 32 32 Internet: le conseguenze dell’abuso /2017/06/04/internet-le-conseguenze-dellabuso/ /2017/06/04/internet-le-conseguenze-dellabuso/#comments Sun, 04 Jun 2017 05:30:50 +0000 /?p=15213 NOCI – Assieme alla ruota dei Sumeri, alla scoperta dell’America e alla penicillina, i libri di storia, dal gennaio del 1983, citano anche la scoperta rivoluzionaria chiamata Internet. Sì perché da allora il pianeta ha cambiato volto e non ha più cessato di crescere.

Come ogni invenzione che si rispetti, il web si caratterizza di aspetti positivi e negativi, rovesci imprescindibili della stessa medaglia: se da un lato ha avvicinato il lontano, dall’altro ha allontanato il vicino; se ha moltiplicato i contatti, ha però pure svuotato le relazioni; se ha bombardato l’uomo di informazioni prima inaccessibili, lo ha anche privato di senso critico.

A voler tracciare un profilo veritiero ed onesto, oggi noi viviamo in un mondo in cui il visibile ha spodestato l’intellegibile. Un mondo in cui un oggetto esiste solo se è visualizzato. Un mondo che ha orecchie per sentire ma non sa ascoltare, che ha occhi per vedere ma non sa guardare. La tecnologia ha modificato la società, i rapporti interpersonali e l’esistenza tutta. Ha defraudato l’individuo della sua libertà infantilizzando gli adulti e adultizzando i bambini.

In pochi anni, il figlio di una millenaria cultura scritta si è trasformato nel figlio di una società fatta di immagini e lo ha lasciato in balia della logica consumistica. Stimoli infiniti sono a portata di computer e cellulare e non lasciano spazio né tempo alla riflessione, anzi, perfino spazio e tempo possono essere programmati.

Ma Internet ha portato con sé anche una rivoluzione cerebrale i cui effetti non possono essere sottovalutati. È scomparso ad esempio il libro organizzato in capitoli e dalle pagine numerate, surrogato facilmente dall’ipertesto in cui ogni parola rinvia ad un’altra: ed ecco che non c’è più posto per la logica e per la concentrazione. L’ipertesto è nemico della concentrazione.

Siamo inoltre bersagliati di continue informazioni che, per impostazione stessa del sistema, tolgono il tempo ai dettagli. E le stesse informazioni che ci giungono sono sconnesse, prive di legami e organizzate in messaggi non strutturati che impoveriscono il ragionamento e frammentano la coscienza. Ma c’è di più. Persino la memoria perde il suo allenamento sostituita com’è da agende virtuali e da promemoria a portata di click. Ugualmente, ai danni della capacità di comprensione, l’immediatezza e la superficialità delle notizie sottraggono la voglia di significati profondi.

Gli effetti collaterali si aggravano maggiormente se gli utenti sono i minori che finiscono addirittura per isolarsi, per non godere dell’arte della lettura, per perdere l’uso della parola a discapito della comunicazione.

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Giuseppe Intini: l’attuale coalizione nocese è nata “per gestire il potere e spartirsi briciole” /2017/06/01/giuseppe-intini-lattuale-coalizione-nocese-e-nata-per-gestire-il-potere-e-spartirsi-briciole/ /2017/06/01/giuseppe-intini-lattuale-coalizione-nocese-e-nata-per-gestire-il-potere-e-spartirsi-briciole/#comments Thu, 01 Jun 2017 05:52:16 +0000 /?p=15155 NOCI – Da anni impegnato politicamente su Noci e per Noci, l’architetto Giuseppe Intini, dopo aver raccontato ai taccuini di LeggiNoci la sua esperienza relativa alla marcia politica di Perugia e dopo aver dipanato il proprio contributo ai gruppi di lavoro in tema di sanità, espone ai nostri lettori la sua visione interpretativa delle dinamiche politiche nocesi.

Lei si è formato con merito in Inghilterra, insegnando anche in Università. Come vede Noci dall’esterno? E secondo lei quali sono i bisogni che occorre sviluppare per permettere alla nostra cittadina di emanciparsi?

“Per me aver lasciato Noci è stato un dramma perché lasciavo luoghi atavici al mio essere e perché non mi sentivo incluso. Non c’erano e tuttora non ci sono quelle caratteristiche culturali che permettono alla società di identificarsi in tutta la sua comunità, o meglio capitale umano. Noci è una società stratificata, condizionata da familismo, prevalentemente amorale, di caste e connivenze in sé bizzarre e ridicole e di piccoli presidi incentrati su atteggiamenti e pregiudizi che non appartengono a un concetto attuale di una società matura e consapevole. C’è un modo di vivere schiavizzata dagli impulsi primari e un’avidità patologica. Pressapochismo e qualunquismo diffuso sostenuto da attività culturali che banalizzano l’idea stessa di generare cultura. Per quanto mi riguarda sono tuttora coinvolto con l’Università di Liverpool ed altre istituzioni europee, tant’è che il prossimo anno, sebbene io sia restio a viaggiare come una volta, incrementerò i miei impegni accademici. In contrappeso alla mancanza di includere la mia identità nel mio luogo di appartenenza, una volontà sia politica che sociale di rimozione, le mie attività culturali, scientifiche e di architetto sono vitali e stimolanti. Noci è una cittadina con un potenziale enorme ma il suo capitale umano non lavora in sinergia bensì in conflitto dentro i parametri sociali o non sociali indicati. Per dirla brevemente, il Meridione ha un grande difetto: arriva sempre tardi all’appuntamento con la storia e non sa riconoscere e quindi includere in armonia il capitale umano che lo compone. E non parlo solo di me ma di tutti quelli che sono esclusi e sono esclusi da quelle persone che non hanno competenze. Questo giustifica perché escludono: non avendo la lungimiranza di vedere il futuro, non possono avere una visione. E se il riferimento è fatto anche al potere politico, è colpa di chi li vota, di chi li mette in posizione di privilegio”.

Quali risultati concreti ha raggiunto l’amministrazione Nisi-Morea? E cosa pensa di loro come amministratori?

È appunto un’amministrazione Nisi-Morea, un’anomalia non soltanto nocese ma italiana. Avevo capito, giacché partecipai con la lista del Movimento 5 Stelle a quelle elezioni, che Morea fosse stato battuto. Ora per esempio, quel giovane gruppo che sosteneva Nisi e che viveva l’incanto di proporre un’idea politica orientata a sinistra, si è ritrovato a far parte di una coalizione con la quale era in acerrimo antagonismo. Per me queste coalizioni, intese soltanto per gestire il potere e spartirsi briciole, è una sconfitta sia della politica che delle identità delle persone. Questa nebbia politica è anche colpa delle opposizioni che non hanno fatto finora una vera battaglia politica per fare luce sui ruoli di questi presunti amministratori. Come coalizione, le uniche cose che sono stati capaci di fare è affrontare progetti già iniziati, tutti in ogni caso platealmente deficitari e mal pensati, che non hanno niente a che fare con uno sviluppo coerente, lungimirante, con veri programmi di sviluppo in tutti gli ambiti e con la consapevolezza dell’agire per il bene di tutti. Sembrano un formicaio senza una regina, nutrendosi di cacca autogenerata rigurgitata all’infinito. Non vedo niente che abbia una completezza e una possibilità di rilanciare le deficitarie condizioni sociali ed economiche di Noci. Infine non voglio commentare le continue vicende che appaiono sui giornali e che mi dispiace che avvengano, ma agire commercializzando le risorse pubbliche per privati vantaggi e la politica al centro di questi rapporti con assessori coinvolti e il Sindaco ignaro di tutto, è inconcepibile per la mia identità di cittadino abituata al sistema inglese della legge vicaria dove il capo è responsabile di ciò che fanno i suoi vassalli. E quindi chi sono o chi è il vassallo?“.

Il senatore Liuzzi si sta interessando nuovamente all’amministrazione, come vede questo suo ritorno a Noci?

Ho vissuto tutta la strategia politica di Liuzzi e sono l’unico tecnico di Noci mai commissionato e coinvolto dalla sua gestione o da altre. Liuzzi ha fallito in tutto il suo operato politico e a livello nazionale è complice delle più squallide nefandezze di leggi ad personam e leggi a discapito della sicurezza, crescita ed integrazione nel lavoro dei giovani. La capacità di appropriarsi dei risultati degli altri è una sua tecnica. L’ha fatto con il mio progetto O3 pubblicamente: O3 è un progetto totalmente privato, poi smentito sui quotidiani. Liuzzi è una pedina di un sistema politico di controllo e imprenditoriale di questa comunità. Immagino che avendo completamente fallito il suo percorso a livello nazionale, adesso vorrebbe riciclarsi come il feudatario di turno. Il discorso di Noci è questo: se si pensa alla presenza amministrativa di Liuzzi e degli altri personaggi nominati in precedenza, non andremo da nessuna parte. Indipendentemente dalle loro capacità umane o di competenza, da un punto di vista di cos’è la politica e la scienza di applicare una tecnica umanistica alle soluzioni, sono inadatti e disadattati. Lontani mille miglia dalle figure di riferimento che una società evoluta dovrebbe sostenere. La loro idea di politica è gestire il potere. Se alle prossime elezioni locali ci sarà la partecipazione di queste persone, chi è all’opposizione consideri con lungimiranza che potrà vincere solo se includerà la società civile, quella che sebbene omertosa, è stata silente ed inerme da sempre, e che vorrebbe riscattarsi per il bene comune“.

Come valuta l’operato di Orazio Colonna e del M5S in minoranza?

Siamo risusciti a raggiungere l’obiettivo di un portavoce M5S in consiglio comunale. La mia prima reazione dopo la vittoria fu che Colonna, candidato sindaco che non era riuscito a raggiungere il suo obiettivo, dovesse farsi da parte e permettere ad altri che avevano ottenuto voti maggioritari di essere portavoce per il Movimento. Per questa mia posizione interna sono stato rimosso dal Movimento stesso, ingiuriato pubblicamente, subito danni alle mie proprietà. Restando fermo negli ideali del M5S ho continuato a seguire ed essere attivista ad ogni livello mentre a Noci ho osservato dall’esterno quello che veniva fatto, che è stato debole, inconsistente. Ma questo non dipende solo da Colonna bensì da chi ha preferito rimuovere dal contesto del dibattito politico interno persone come me ed altri, pur consapevoli che non è il modo di fare del Movimento. Questa anomalia non mi ha danneggiato ma ha limitato l’incisività del confronto con le altre forze politiche. In ogni caso praticamente assente a Noci. In questa condizione non nego che la mia elitaria solitudine ha apportato valore alle iniziative del M5S, visibili agli occhi di tutti. L’operato di Colonna non ha svantaggiato il M5S ma non avendo le capacità di incidere, l’ha reso innocuo permettendo alla coalizione al governo di Noci di compiere nefandezze e danni alla comunità. In ogni caso spero che Colonna e il cartello che lo ha sostenuto continuino a impegnarsi come attivisti M5S“.

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Una città salubre: il sogno di Giuseppe Intini /2017/05/28/una-citta-salubre-il-sogno-di-giuseppe-intini/ /2017/05/28/una-citta-salubre-il-sogno-di-giuseppe-intini/#comments Sun, 28 May 2017 05:50:39 +0000 /?p=15080 NOCI – Giuseppe Intini, l’architetto nocese che ha sfilato accanto a Beppe Grillo in nome della marcia sul reddito di cittadinanza, espone al nostro giornale la sua attività all’interno della Commissione Sanità volta, tra le altre cose, a stilare il programma del Movimento 5 Stelle.

Operativo, dinamico e laborioso, il progettista Intini ha così incominciato: “Il M5S include sempre la partecipazione di chi è iscritto. Adesso stiamo lavorando per formulare il programma politico e abbiamo già votato su molti programmi tra cui la scuola, l’energia e l’economia”. Sebbene lui essere un architetto formato e navigato, ci ha rivelato un palese interesse verso le tematiche sanitarie riconoscendo che per una città salubre occorre realizzare una “qualità di vita ambientale che sia di sostegno all’umanità al fine sia di debellare che prevenire le afflizioni fisiche e psicologiche attraverso programmi sanitari mirati con copertura finanziaria”. Ha poi incalzato: “Recentemente con il gruppo di lavoro sanità ci siamo incontrati spessissimo per controbattere il piano di riordino proposto dalla giunta Emiliano che martorizza l’assetto sanitario della Regione Puglia con la chiusura di ospedali molto importanti rilevanti per i cittadini Noci e quindi questioni di rilevanza per il bene comune che come opposizione difenderemo. L’operazione è quella avvicinare l’opinione pubblica alla comprensione essenziale per una sanità che tuteli di ospedali operanti in vicinanza. Infatti quello di Putignano rimane un carro di scorta come ospedale di base mentre quelli di Monopoli e Fasano saranno chiusi, eventualmente sostituiti con un Presidio territoriale del quale non si conoscono né i dettagli del progetto né i fondi per costruirlo. Quindi per ora i tagli si effettuano senza il rimpiazzo portando in criticità i servizi necessari, anche perché l’obbligatorietà di conoscere i dati delle patologie non viene attuato. Per esempio il piano di pronto soccorso della città di Monopoli, l’ospedale più importante vicino a Noci, è gestito in due stanze e in estate nella località si raggiungono le 500.000 persone. Una situazione precaria, inaccettabile e pericolosissima per il territorio”.

Fatta una disamina tristemente veritiera, Giuseppe Intini ha affermato di essere a lavoro su un rimodellamento del sistema che sarà proposto dal M5S a livello nazionale, avendo in cura di operare ed agire comunque in gruppo composto da valenti portavoce, operatori sanitari e medici. La proposta del Gruppo di Lavoro Sanità da lui sposata a tutto tondo mira dunque a definire un sistema sanitario efficace, previgente ed economico al servizio della salute pubblica. L’obiettivo resta dunque quello di fornire questi servizi in “luoghi e contenitori rielaborati e ricostruiti con qualità salubri”.

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Manchester: quando la devozione divina schiaccia la coscienza individuale /2017/05/28/manchester-quando-la-devozione-divina-schiaccia-la-coscienza-individuale/ /2017/05/28/manchester-quando-la-devozione-divina-schiaccia-la-coscienza-individuale/#comments Sun, 28 May 2017 05:30:55 +0000 /?p=15070 NOCI – È successo di nuovo. Il terrorismo islamista ha colpito ancora. Salman Abedi, britannico 23enne di origini libiche, ha deciso la scorsa domenica di attivare l’ordigno esplosivo tra la folla radunata in occasione del concerto della popstar Ariana Grande tenutosi a Manchester.

Quello che sembra un bollettino di guerra è inquietante: 22 morti, numerosi dispersi e 120 feriti di cui 12 sono bambini in gravi condizioni e con meno di 16anni. Deceduto anche lo stesso Abedi che, secondo il Times, era appena tornato dalla Libia.

Il sociologo Durkheim aveva riempito abbondanti capitoli della letteratura psicologica già decenni fa quando riferiva la paurosa realtà definibile come “suicidio altruistico” e verificabile in presenza di una scarsa individualizzazione e di un eccesso di integrazione. In altre parole, suicidio altruistico è quello che succede quando l’Io si fonde e si confonde con il tutto finendo per annullarsi nella volontà suprema della religione mirante a raggiungere, tramite la fede, i prefissati obiettivi. E di fatto è quello che sta accadendo troppo spesso. La devozione divina sembra imporre il suo codice comportamentale ad un altissimo prezzo psicologico che schiaccia il singolo privandolo della sua coscienza.

Checché se ne dica, siamo alle prese con la terza guerra mondiale. Una guerra atipica per forma, ideali e mezzi ma pur sempre una guerra potentissima. Le persone sono diventate pedine in mano ai vertici detentori del potere che le utilizzano per arrivare ai loro discutibili scopi.

Secondo accreditate ricerche di psicologia, gli uomini in guerra sarebbero addirittura più felici che in tempo di pace. Sì, perché la guerra conferisce un brivido, regala adrenalina e non annoia. E questo è semplicemente agghiacciante.

Il terrorismo, per tale motivo, non è in un ordigno. Il terrorismo è nelle menti abituate al rumore, all’omologazione, all’acriticità e alla velocità dei ritmi imposti dal sistema. Soltanto il silenzio, la meditazione e il recupero dell’individualità attraverso percorsi di sana introspezione potrà salvarci.

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L’architetto nocese Giuseppe Intini racconta la marcia sul reddito di cittadinanza /2017/05/25/larchitetto-nocese-giuseppe-intini-racconta-la-marcia-sul-reddito-di-cittadinanza/ /2017/05/25/larchitetto-nocese-giuseppe-intini-racconta-la-marcia-sul-reddito-di-cittadinanza/#comments Thu, 25 May 2017 05:58:56 +0000 /?p=15008 NOCI – Giuseppe Intini, architetto, urbanista, scrittore e progettista nocese nonché esperto di design, calcolo strutturale, contabilità e ricerca, espone ai taccuini di LeggiNoci la sua esperienza partecipata alla marcia sul reddito di cittadinanza che lo ha visto accanto a Beppe Grillo prender parte al corteo da Perugia ad Assisi lo scorso 20 maggio.

Da tempo vicino al Movimento 5 Stelle, Giuseppe Intini ha così esordito: “La marcia per me è stata non una semplice avventura ma parte di una partecipazione continua come attivista dedicato al bene comune. La marcia è interessante perché porta insieme, in un luogo con una tradizione di fratellanza come il territorio di San Francesco, tutti gli italiani che partecipando si ritrovano lì con una idea in comune, appunto il reddito di cittadinanza, come vecchi amici. Mentre, per dirla da atleta, ho fatto 24 km in 5 ore e senza crampi!”.

Descrivendo la bellezza suggestiva dei luoghi, la serenità della passeggiata nonché l’affiatamento fraterno con i compagni, l’architetto Intini ha interpretato la marcia come “straordinaria opportunità per riequilibrare le sorti della povertà”. E ha aggiunto che essa “è indirizzata a portare l’opinione pubblica verso questa importante decisione che il Movimento ha fatto per il reddito di cittadinanza e che si sviluppa su vari parametri ma la parte più importante è relativa a coloro che non sono inclusi nella vita della nostra nazione, la gente povera, che è su per giù 3/4 milioni di famiglie, una considerevole fetta della società che non partecipa in nessun modo allo sviluppo sociale, culturale e soprattutto politico”.

marcia-reddito-cittadinanza-grillo

Continuando la sua narrazione, Giuseppe Intini ha ben spiegato che “la bellezza dell’idea risiede nel fatto che non è un’assistenza ma è un modo per avvicinare la responsabilità dello Stato e quindi di verificare il bene comune attraverso il capitale umano con il quale si convive. Chi riceve questo aiuto non lo riceve come assistenza ma come una forma di opportunità per riequilibrare le sue sorti attraverso una partecipazione a eventi che permetterebbero conoscenze nuove delle tecniche necessarie per le attuali opportunità di lavoro, oppure migliorarsi nelle proprie professioni attraverso una educazione continua dal punto di vista accademico se necessario. Inoltre c’è l’obbligo di dedicare almeno otto ore alla settimana alle comunità di appartenenza per il bene comune che potrebbero essere pulire un giardino o la pitturazione di una scuola. Tutto questo monitorato non da un sistema centralizzato ma locale. E allo stesso tempo c’è il vantaggio di migliorare la condizione che riguarda il debito pubblico, innestare un consumo virtuoso, giacché sarebbero coinvolti 19 miliardi di euro, una somma ingente”.

Ma i fondi per tutto questo? L’architetto ha subito chiarito che i conti sono stati giustificati anche da altri enti economici e che l’obiettivo è dare priorità al reddito di cittadinanza monitorando la spending review ed eliminando tutte le spese inutili che il Movimento considera “contrarie all’idea di una nazione pacifica”.

Per chiosare la sua esposizione, Giuseppe Intini ha affermato con un sorriso disegnato sulle labbra che il cittadino che vive la sua esistenza attraverso il Movimento ha l’obbligo umano di includere l’altro bisognoso di aiuto.

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Scenario politico: prime scaramucce /2017/05/24/scenario-politico-prime-scaramucce/ /2017/05/24/scenario-politico-prime-scaramucce/#comments Wed, 24 May 2017 08:30:15 +0000 /?p=14976 NOCI – Interviste a profusione, dichiarazioni d’intenti e rivendicazione di meriti: per dirla in soldoni, è cominciata la campagna elettorale. Quel che si prefigura dinanzi al cittadino nocese è uno scenario sconcertante, intriso di confusione, difetti, inciuci e poca trasparenza.

A studiare i primi accordi politici, dopo quattro anni di silenzio, pare essere il senatore Piero Liuzzi, in politica da circa trent’anni e già stato sindaco per ben dieci, poi approdato in Senato con la spilletta Pdl campeggiata sulla giacca, salvo dopo ritrovarlo tra le file dei Conservatori e Riformisti e oggi in prima linea nel partito di Direzione Italia. Definendo “azzoppata” la giunta comunale e accusando il Pd perché nato da “accordi apparentemente senza logica”, Liuzzi, attraverso un comunicato diffuso a mezzo stampa, non ha risparmiato proprio nessuno. Parole ma anche fatti: l’ex sindaco parrebbe visibilmente e concretamente proiettato ad accaparrarsi sotto la sua ala varie forze politiche come Fratelli d’Italia, Forza Italia e la propria Direzione Italia con l’obiettivo precipuo di una operativa convocazione di tavoli. Ma essendo risaputo che chi semina vento raccoglie tempesta, Piero Liuzzi ha dovuto incassare i colpi bassi provenienti sia dall’attuale sindaco Domenico Nisi che, vantandosi di aver risolto annose questioni di interesse pubblico, lo ha accusato di “vivere il suo ruolo come un pulpito dal quale parlare, senza mai dire nulla ma solo per occupare uno spazio sui giornali”, sia dal segretario del circolo Pd Vito Plantone che si è interrogato apertamente sul suo dubbio contributo come parlamentare.

Un botta e risposta che odora sin da subito di aggressività verbale e che vede mettere in scena una realtà triste in cui chi guarda la pagliuzza nell’occhio dell’altro possiede ed ignora la trave nel proprio. I fatti si fanno intricati e difficilmente sbrigliabili se si aggiunge che, nel Pd, parrebbero esserci scontri accesi e richieste reciproche di dimissioni tra chi siede in consiglio comunale e chi in giunta. E tutto questo accade mentre, sullo sfondo, campeggiano gli assessorati vacanti precedentemente attribuibili a personaggi attualmente indagati e non ancora rimpiazzati in segno di totale negligenza nei confronti di settori rispettabili quanto portanti del benessere della collettività.

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Blue Whale, i genitori vigilino sui figli /2017/05/21/blue-whale-i-genitori-vigilino-sui-figli/ /2017/05/21/blue-whale-i-genitori-vigilino-sui-figli/#comments Sun, 21 May 2017 05:31:38 +0000 /?p=14898 NOCI – Che la pubblicizzazione dei suicidi da parte dei mass media potesse suscitare comportamenti imitativi nel grande pubblico lo sapevamo già dal lontano 1774 quando la diffusione del romanzo di Goethe, I dolori del giovane Werther, vide lo spopolare di una nuova moda: in molti cominciarono a vestirsi e a comportarsi esattamente come il personaggio del racconto. Qualcuno si uccise anche, rispecchiando ed emulando la sofferenza di Werther che, innamorato di una donna ma non corrisposto, mise volontariamente fine alla sua vita sparandosi alla testa.

Il sociologo Durkheim così, aveva riempito scaffali copiosi della letteratura psicologica affermando che il suicidio si può comunicare per contagio da una persona all’altra. E a distanza di decenni, la sua tesi regge più forte che mai.

A balzare agli onori della cronaca infatti è il terrificante gioco online che ha condotto alla morte già 157 adolescenti. Si chiama Blue Whale ed è nato in Russia ma si è presto diffuso in Francia, in Gran Bretagna, in Brasile e pare essere arrivato anche in Italia. Sebbene alcuni siano convinti di essere alle prese con una notizia commediante e non credono alle dichiarazioni rilasciate dai genitori di figli deceduti pensando, al contrario, di non avere sicuri e comprovati collegamenti tra realtà e supposizioni, il fenomeno non può non essere approfondito con le dovute attenzioni che merita.

Il gioco si caratterizza di livelli a difficoltà crescente appositamente studiato da manipolatori adibiti a dettare le regole di svolgimento. Per cinquanta giorni il “curatore” che segue l’andamento del passatempo infernale di ciascuno, prescrive il comportamento da adottare quotidianamente e che consiste ad esempio nel tagliarsi la mano, farsi incisioni a sangue sul corpo, disegnarsi sul braccio balene blu, guardare pellicole horror, uscire di notte e vagare per la strada. La spirale diabolica continua in questo modo con prove da superare sempre più irrazionali fino a che il “tutor” comunica la data in cui il giocatore deve suicidarsi lanciandosi dal palazzo più alto della città. C’è di più, l’ultimo livello del gioco deve essere filmato da qualcuno e trasmesso in rete.

Trattasi, in maniera lapalissiana, di un gioco malato quanto potentissimo che riesce a far leva sui meccanismi mentali più fini dell’essere umano e che coinvolge ragazzini dai 9 ai 17 anni volenterosi di superare ogni livello per poter diventare “eroi” all’interno della community virtuale.

Al di là di ogni sensazionalismo, il monito che assurge ad imperativo è quello rivolto ai genitori di bambini e adolescenti che devono vigilare e controllare continuamente link, siti e cronologie sui pc e sui telefoni dei propri figli. Il gioco infatti ordina di non parlare con nessuno per cui importantissimo diventa osservare e captare comportamenti e dettagli di comportamenti anomali di questi ragazzi che sin da piccolissimi hanno troppa possibilità di accesso alla rete.

Il caso del suicidio a Livorno di poche settimane fa palesemente collegato al Blue Whale invita ancora maggiormente a prestare una inesorabile opera di sorveglianza da parte degli adulti.

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Parla Enzo Bartalotta: “l’urgenza a Noci è il ricambio completo di chi oggi ci amministra” /2017/05/18/parla-enzo-bartalotta-lurgenza-a-noci-e-il-ricambio-completo-di-chi-oggi-ci-amministra/ /2017/05/18/parla-enzo-bartalotta-lurgenza-a-noci-e-il-ricambio-completo-di-chi-oggi-ci-amministra/#comments Thu, 18 May 2017 05:56:28 +0000 /?p=14852 NOCI – Enzo Bartalotta, nato in Calabria, a Diamante, ma residente a Noci da diversi anni, rappresenta nel panorama attuale un esplicativo modello di cultura e preparazione a 360 gradi. Laureato in Statistica Attuariale, consulente sulle analisi di mercato e sui brand, formatore in tema di comunicazione interpersonale e tecniche di vendita nonché scrittore di libri e appassionato da sempre di psicologia. Enzo Bartalotta, innovatore quanto lungimirante, racconta la sua visione circa le dinamiche politiche nocesi esprimendo sdegno e amarezza.

Cosa pensa circa l’operato dell’attuale amministrazione comunale?

Più che pensare ci si limita a registrare quello che è sotto gli occhi di tutti. I cittadini sono scontenti, nessun risultato concreto dopo quattro anni. Abbiamo parchi dove l’erba viene tagliata dai cittadini, l’emergenza cani randagi, la raccolta differenziata tra le più basse, la viabilità disastrosa, associazioni che si allontanano da questa amministrazione, museo dei ragazzi abbandonato, centro storico vestito a parcheggio libero. È un fallimento politico senza pari e su tutta la linea. E pensare che la somma delle due coalizioni avrebbe dovuto esprimere il meglio per Noci, con gente come il dott. Nisi, il prof. Morea, il sig. Marino, l’ing. Mezzapesa, l’assicuratore Fabrizio Notarnicola, che insieme fanno un centinaio di anni di esperienza politica. Sono stati buoni a partorire quello che oggi è sotto gli occhi di tutti. Quello che è ancor più grave è la totale disattenzione alle difficoltà economiche del paese. Una inspiegabile assenza sulla strategia di rilancio territoriale ed economico, abbiamo avuto assessorati affidati a loro uomini di fiducia, come Vittorio Lippolis e Antonio Locorotondo. Le poche iniziative fatte sono state approssimative, penso al logo Visit Noci, ad eventi che sono finiti nel mirino della magistratura. Disastrosa anche la trasparenza e la partecipazione, almeno da quello che i cittadini possono percepire. Infine, da mesi abbiamo assessorati vacanti, sintomo del reale disinteresse verso certi settori di utilità collettiva. Sinceramente è triste anche solo il commentare questi risultati, nessuno a Noci ne parla con piacere.

Lei, fondatore e sostenitore della Scelta Buona, sta dando vita a qualche progetto a medio o lungo termine per la cittadinanza?

Assolutamente sì. Stiamo lavorando al programma, ma ancor prima di ciò direi che, proprio come una pianta necessita dell’acqua, Noci necessita di una classe politica nuova, indipendente e fuori da vecchie logiche e giochetti di spartizioni politiche. Il programma per Noci può passare solo attraverso il rinnovamento della cultura e dei costumi politici. Perché ciò possa andare in scena serve cambiare gli attori. È un po’ come la sfida che porta avanti Grillo, magari meno radicale ed estrema, più ragionata e di buon senso, ma se vogliamo respirare aria nuova l’urgenza a Noci è il ricambio completo di chi oggi ci amministra.

Corre voce di una sua candidatura per le prossime elezioni amministrative. Ce lo conferma?  E in caso affermativo, per che ruolo si andrebbe a proporre?

Certo, confermo quanto già noto, sarò impegnato in prima persona alle prossime amministrative. Circa il ruolo in cui propormi, direi nessuno. Per ora abbiamo fondato l’associazione e quasi completato la lista. In merito al ruolo dipende da molti fattori esogeni, soprattutto da quello che vorranno assegnarmi i miei compagni di viaggio, nel perimetro delle competenze e disponibilità che posso offrire. Tra queste ci potrebbe essere serenamente la candidatura a primo cittadino o un altrettanto gratificante ruolo da gregario. Sinceramente mi è indifferente, sono felice uguale, se Noci esce da questo momento storico.

 La Scelta Buona, per la prossima tornata elettorale, corre da sola o in coalizione con altri simboli?

Corre coi nocesi, se ce ne saranno tanti altri, in liste rigorosamente civiche, e vorranno sposare il nostro progetto, ben vengano, la porta è aperta.

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Festa della mamma: festeggiare con consapevolezza /2017/05/14/festa-della-mamma-festeggiare-con-consapevolezza/ /2017/05/14/festa-della-mamma-festeggiare-con-consapevolezza/#comments Sun, 14 May 2017 05:30:24 +0000 /?p=14781 NOCI – Cade oggi, come ogni anno nella seconda domenica di maggio, la ricorrenza della Festa della mamma.

Festeggiata in Italia per la prima volta nel lontano 1957 da don Otello Migliosi, parroco del borgo di Tordibetto ad Assisi, questa giornata rappresenta un appuntamento civile ed affettivo in molti paesi del mondo che hanno inserito di diritto il rituale celebrativo all’interno del loro calendario ufficiale.

Onorata da grandi e piccini con fiori, poesie, regali e lavoretti homemade, la Festa della mamma racchiude significati profondi forse sottovalutati o dati per scontato.

Generatrice di vita, di cure e di attenzioni lunghe tutto l’arco esistenziale nonché simbolo di forza, unione e tenacia, la madre celebrata meriterebbe festose onoranze quotidianamente. Eppure spesso e volentieri ci si scorda di colei che sacrifica sé stessa per rendere felice i propri figli, di colei che modula il suo umore sulla base di quello dei suoi bambini, di colei che se ci sono tre pezzi di torta e voi siete quattro allora dice che non ha fame.

Ciascuna madre è emblema della maternità, del sostegno e dell’influenza sociale come pure radice ed origine dell’umanità. E la Festa della mamma assurge per questo a commemorazione obbligatoria e dovuta come segno di riverenza, di ringraziamento ed omaggio alla donna in tutta la sua dolcezza e bellezza.

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Fatti, dinamiche e provvedimenti del Consiglio Comunale /2017/05/13/fatti-dinamiche-e-provvedimenti-del-consiglio-comunale/ /2017/05/13/fatti-dinamiche-e-provvedimenti-del-consiglio-comunale/#comments Sat, 13 May 2017 05:54:40 +0000 /?p=14771 NOCI – In data 11 maggio 2017 alle ore 18.00 si è tenuto il Consiglio Comunale. Assenti i consiglieri Francesca Gigante, Pietro Plantone, Francesco Recchia e Giuseppe Notarnicola. In totale, 13 presenti incluso il Sindaco. Presenti i tre assessori in carica. Ancora non nominati i restanti due assessori e silenzio in aula sul terremoto mediatico che ha visto coinvolta la Giunta Nisi su indagini a vario titolo.

La seduta si è aperta con la lettura del primo punto all’ordine del giorno: approvazione stato patrimoniale ai sensi del D. Lgs. n.118/2011 e approvazione rendiconto di gestione anno 2016. Il Sindaco Nisi ha comunicato che la gestione dell’anno appena trascorso si è concretizzata in una buona realizzazione dei programmi previsti ed in linea con le norme dell’amministrazione contabile. Il Presidente del Consiglio è così passato alla lettura della delibera e con voti contrari dei consiglieri di opposizione Colonna, Conforti, D’Aprile e Lobianco, il provvedimento è stato approvato.

All’attenzione dei presenti si è posto poi il secondo punto all’ordine del giorno: modifica ed integrazione delibera C.C. n.10 del 24.03.2014 avente ad oggetto: “Criteri per l’affrancazione degli immobili gravati da canoni enfiteutici, censi, livelli e altri diritti reali – Determinazione del prezzo di affranco”.

Il Presidente Morea ha riferito all’adunanza la proposta del Movimento 5 Stelle che, rivoltasi al Sindaco, chiedeva di sospendere tale discussione per rinviarla ad altro incontro e chiedeva altresì che il tutto fosse messo agli atti. Ha fatto seguito l’intervento dell’assessore Lucia Parchitelli la quale, parlando di agevolazioni del 30% cumulabili, ha dichiarato che con la suddetta delibera si intendeva rivedere solo gli abbattimenti in linea con la normativa vigente. A tal proposito si è infilato nel dibattito il consigliere Mezzapesa che con autorità ha spiegato: “L’affranco va pagato ed è pari al canone moltiplicato per 15”. Partendo infatti da un ammontare di €288,21 e ridotto del 50% (come previsto normativamente), il prezzo di affranco si attesta a circa €144 con aggiunta dei cinque anni del canone. Ha poi continuato: “Siamo nelle stesse condizioni della delibera del 2014 ma adesso siamo più sicuri in quanto in linea con la Corte dei Conti. Non chiediamo grandi somme agli attuali possessori”.

Il consigliere Lobianco, avente facoltà di parola, ha detto che avrebbe anch’essa voluto dare un contributo in merito all’argomento trattato ma si trovava impossibilitata a farlo poiché la cartella contenente la documentazione inerente al punto in questione era giunta nelle mani dei consiglieri di opposizione soltanto alle ore 14.00 del giorno precedente: “Non posso argomentare perché non ho potuto studiare la questione perciò annuncio il mio voto di astensione e invito il Presidente del Consiglio ad inviare il materiale soprattutto all’opposizione che non conosce gli argomenti in tempo utile”. Di qui un botta e risposta dai toni accesi che ha visto Morea prima affermare che i punti aggiuntivi fossero stati comunicati in tempo regolare e poi riconoscere di aver tardato l’invio in quanto aveva riscontrato errori formali nei contenuti della delibera. La consigliera Lobianco così, avendo captato trattarsi di una giustificazione poco fondata, ha avuto il sostegno del consigliere Colonna che ha affermato: “Ieri mattina sono venuto negli uffici e ho chiesto la delibera che non c’era. Chiedo la sospensione della discussione e il rinvio del voto”. A quel punto il Sindaco ha impugnato il microfono per esplicitare il personale parere contrario poiché, a detta sua, si introdurrebbe un meccanismo non accettabile in quanto di volta in volta chiunque potrebbe chiedere di rinviare ogni questione e che la formazione di un atto di Consiglio Comunale prescinde da contributi esterni di professionisti o cittadini. Pronta è arrivata la replica di Colonna che si è interrogato sul perché di tanta fretta nel deliberare in quel momento non essendo peraltro cambiato nulla dal lontano 2004 in merito all’argomento.

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Infastidito, il consigliere Mezzapesa ha chiesto la parola ed elargite definizioni varie, ha espresso il suo no categorico al rinvio dopo aver letto ad alta voce e con saccenza da un pc portatile che gli stava davanti, per oltre 20 minuti, lunghe definizioni. L’attenzione si è poi focalizzata sul consigliere Conforti che rammaricato per lo scenario dipanato ha detto: “Vorrei dare un piccolo contributo alla discussione, a volte si usano strategie, come quelle usate dal consigliere Mezzapesa, che possono portare ad ovazioni apparenti, al contrario ritengo che nessuno è detentore della verità assoluta pertanto ritengo che il confronto è sempre costruttivo, c’è sempre qualcosa da imparare dal confronto. La verità assoluta non sta solo da una parte, occorre anche ascoltare.   L’atto si è portato qui senza condivisione né rispetto per chi siede all’opposizione. Punto all’ordine del giorno aggiunto in fretta e furia…senza nemmeno convocare la commissione consiliare competente, luogo di partecipazione e confronto. Manca dunque l’ascolto dei cittadini competenti e speranzosi di poter contribuire alla formazione dell’atto. Vogliamo avere rispetto dei cittadini?”

Interpellato nuovamente Morea dal consigliere Colonna su delibere precedenti ed oggetto di controversia, il Presidente ha spiegato trattarsi di numerose differenze tra l’oggi e il 2004 in quanto: “Il percorso è un conto, l’indirizzo è un altro. E’ diverso il modo e i criteri di deliberare la spesa di affrancazione”.

Con l’ex assessore Vittorio Lippolis, dimessosi a seguito delle indagini che lo riguardano per presunta truffa di finanziamenti pubblici, tra il pubblico e sull’uscio della porta ed in visita al Consiglio, Nisi ha tranquillizzato tutti affermando che il cittadino che ritiene illegittimo l’atto può impugnarlo in ogni momento e apportarne le modifiche. Ha poi incalzato ammettendo la realtà di una Commissione non convocata e di una delibera non presente negli uffici ma, nonostante questo, ha ugualmente chiesto ai presenti cosa non funzionasse nei contenuti. Scocciato Colonna ha risposto: “La stesura è arrivata ieri alle 14 e ora mi chiede opinioni in merito? Lei mi sta prendendo in giro!”. 

Nel frattempo il Consigliere Giuseppe D’Aprile abbandonava anticipatamente l’aula. Solo tre i voti favorevoli alla proposta di rinvio avanzata dal Movimento 5 Stelle (Conforti, Lobianco, Colonna) che non bastano ad approvarla. A seguito della bocciatura della richiesta avanzata da Colonna di messa ai voti del rinvio del punto, il Presidente Morea ha dato lettura delle due modifiche apportate e, con nove pareri favorevoli, due astenuti (Lobianco e Conforti) e un contrario (Colonna), il provvedimento è stato approvato.

Nessun intervento né interferenza circa il terzo punto all’ordine del giorno: revoca concessione in diritto di proprietà ai sigg.ri D’Onghia Anna e D’Onghia Giovanni dei lotti n.3-4 di E.R.P. ricadenti nel comparto n.2 Zona C/3 di PRG assegnati con delibera di C.C n.37 del 28.07.2011 – Riassegnazione ai sigg.ri Locorotondo Vincenzo e Locorotondo Giuseppe in qualità di nuovi richiedenti. I consiglieri Angela Lobianco e Orazio Colonna escono dall’aula mentre il consigliere Conforti prende la parola: “trattasi di una semplice istanza di cittadini che chiedono la riassegnazione di lotti, credo a seguito di una compravendita, pertanto annuncio il mio voto favorevole”. L’ingegnere comunale dell’Ufficio Tecnico, Giuseppe Gabriele, presente in aula annuisce confermando quando detto dal consigliere Conforti.

All’unanimità dei presenti ma contando l’assenza in aula dei consiglieri D’Aprile, Lobianco e Colonna, oltre quelli assenti sin dall’inizio, il provvedimento è stato approvato alle 20.20 circa.

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